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Conservatorio di musica Benedetto Marcello

Siwen Yang e l'esperienza di studiare canto al Conservatorio B. Marcello

Pubblicato il 31/05/2021

Oggi intervistiamo Siwen Yang, studentessa cinese al secondo biennio del Corso di Canto al Conservatorio di musica Benedetto Marcello che ci racconterà la sua esperienza di studio a Venezia e la sua impressione della incantevole città di Venezia.

Cosa ti ha spinto a studiare canto lirico in Italia? Perché hai scelto proprio il Conservatorio di musica Benedetto Marcello per proseguire i tuoi studi?

Dopo la laurea volevo proseguire i miei studi nel campo del canto lirico e, visto che l'Italia è la culla di quest’arte, ho deciso di specializzarmi nel canto perché è molto riconosciuto in tutto il mondo. In realtà ho scelto di iscrivermi al Conservatorio di musica Benedetto Marcello per un motivo molto pratico, cioè i suoi esami di ammissione si tengono ogni anno verso la fine di maggio, che è relativamente prima rispetto a tutti gli altri conservatori italiani. Il Conservatorio di Venezia non è solo rinomato a livello internazionale, ma si avvale anche di un notevole corpo docente e gode di uno straordinario patrimonio artistico. Così, con una preparazione abbastanza completa, volendo sfidare me stessa, sono andata a Venezia per fare l'esame di ammissione al Conservatorio e, fortunatamente, alla fine mi hanno preso!

Parliamo un po’ del tuo esame di ammissione al Conservatorio. Ti ricordi ancora quel giorno? Quando hai sostenuto l’esame? C’erano molti candidati?

Ricordo che il cielo era sereno e faceva molto caldo a Venezia il giorno dell'esame e, se non mi sbaglio, era il 24 maggio 2019 o giù di lì. Sono arrivata al Conservatorio alle 9 del mattino e poi sono andata nella sala di preparazione per prepararmi per l'esame. A quel tempo, il Conservatorio aveva diviso tutti i candidati che facevano domanda per il nostro programma in turni in base all’ordine alfabetico e ogni turno si svolgeva in un giorno diverso quindi non c'erano troppi canditati in sede contemporaneamente. Durante l’esame di ammissione di canto, erano presenti cinque giudici nell'aula d'esame e ognuno di noi doveva preparare una lista di repertorio (circa cinque pezzi) in anticipo e io fui sorteggiata per cantare il pezzo più lungo della lista. I giudici sono stati tutti molto gentili e pazienti, nel complesso l'esame è andato abbastanza bene.

Ti sei preparata da sola? Qualche consiglio per chi dovrà sostenere l’esame di ammissione in futuro?

Prima di venire a Venezia per l'esame di ammissione avevo già preso lezioni di lingua italiana a Siena per qualche mese, dato che ero una studentessa del programma Turandot. Allo stesso tempo, avevo assunto una maestra italiana di canto per aiutarmi con un coaching professionale prima dell'esame. Per una candidata cinese penso che la prima cosa da fare sia imparare bene la lingua, questo è un passo molto fondamentale, non importa quale specializzazione si venga a studiare in Italia, bisogna innanzitutto avere una buona base linguistica. Poi, devi anche avere una buona musicalià, come il solfeggio e la teoria musicale, ecc. In breve, devi gettare una solida base. Inoltre, probabilmente visto che io studio il canto lirico, penso che sia anche necessario avere una certa conoscenza del bagaglio culturale della musica italiana e della storia della musica prima di dare l'esame. Naturalmente devi affinare ancora le tue tecniche e conoscere se stessi abbastanza bene.

Quanti studenti ci sono nella tua classe? Sono tutti italiani o ci sono anche studenti internazionali?

C’erano circa una dozzina di studenti nel programma di canto quell'anno e la competizione era piuttosto feroce. La nostra classe è molto internazionale, con studenti provenienti da vari paesi, come giapponesi, coreani, russi, cinesi e, naturalmente, italiani.

Come ti senti a studiare musica in un ambiente così multiculturale? Consiglieresti il Conservatorio Benedetto Marcello ad altri giovani musicisti?

Prima di tutto, penso che essere in un ambiente così multiculturale sia molto favorevole all'apprendimento musicale. Perché secondo me la musica è, innanzitutto, una disciplina sulla bellezza, ma anche sulle emozioni. Attraverso lo scambio interculturale e la comunicazione emotiva, ci stimola a imparare l'uno dall'altro perché ognuno ha la propria forza. E creando connessioni con studenti provenienti da tutto il mondo e studiando la musica insieme, arricchisce i nostri cuori e le nostre esperienze di vita.
Per quanto riguarda la seconda domanda, la risposta è assolutamente sì, consiglierei loro di venire a studiare musica al Conservatorio di musica Benedetto Marcello. Come attuale studentessa, ho molta fiducia nell’insegnamento professionale del nostro Conservatorio, così come in tutti gli altri settori. Inoltre, Venezia è una città che possiede un fascino unico, sia in termini di bellezza naturale che di paesaggio umano, e poter studiare musica in questa città è di per sé un'esperienza di vita molto preziosa e piacevole.

Come hanno inciso la pandemia e le restrizioni dovute al coronavirus nella tua vita di studentessa?

Durante la pandemia, a causa del lockdown, tutte le nostre attività di base, come “Storia del teatro musicale” e “Metodologia dell’insegnamento vocale”, sono state spostate online e dato che non c'era modo di seguire le nostre discipline interpretative online - la voce e il suono del pianoforte si sarebbero percepiti in ritardo, a causa della latenza dovuta alla connessione di rete - non abbiamo potuto seguire queste lezioni per circa due o tre mesi, che è stata la penalizzazione più grande per il nostro percorso. Tuttavia, anche se all'inizio non ero molto a mio agio con i cambiamenti causati dal Covid-19, ho gradualmente organizzato la mia vita quotidiana con varie attività di base da seguire online. Così, tra una lezione e l’altra, ho superato quel periodo difficile abbastanza tranquillamente.

Da quanto tempo vivi a Venezia e cosa ti piace di più di questa città? Qual è il tuo luogo preferito in città?

Vivo a Venezia già da due anni. Per me Venezia è una città particolarmente speciale e incomparabilmente affascinante, sia in Italia che in altre parti del mondo. E ciò che mi ha attratto di più di Venezia è, naturalmente, il suo paesaggio senza eguali. In particolare, penso che l'apprendimento stesso non sia un processo cognitivo isolato e unilaterale, per esempio, nel caso dei nostri studi musicali, richiede anche lo sviluppo di una forza interiore, un apprezzamento maturo dell'arte musicale e una ricca esperienza di vita attraverso la coltivazione culturale. Venezia è stata in grado di aiutarmi al massimo in questo campo e la mia esperienza qui ha arricchito il mio cuore e mi ha ispirato molto professionalmente.
Il mio posto preferito da visitare a Venezia è Piazza San Marco. Sono rimasta così colpita che quando sono venuta a Venezia per la prima volta tre anni fa mi è capitato di passare per Piazza San Marco mentre andavo a scuola. Seduta nella piazza, mi sono commossa dalla magnifica architettura di fronte a me. Era una sensazione unica, ovviamente è stata la mia prima visita ma mi è venuto subito un senso di déjà vu.

Raccontaci una tua giornata tipo a Venezia (prima delle restrizioni per il Covid).

Prima della pandemia in realtà ero sempre molto impegnata. Avevo una routine molto regolare: di solito mi svegliavo alle 7 del mattino per fare colazione e uscivo per andare al Conservatorio alle 8. Ogni settimana avevo due lezioni interpretative. Così, quando arrivavo a scuola la mattina, andavo nella stanza del pianoforte e studiavo per un po' e poi iniziavo lezione. Dopo le lezioni interpretative dovevo andare a seguire gli altri corsi di base e di solito uscivo da scuola verso le 2 o le 3 del pomeriggio. Dopo di che, spesso facevo un giro per il centro di Venezia oppure, se mi sentivo un po' stanca, tornavo subito a casa. A casa, a seconda di come era andata la giornata, dedicavo del tempo per fare un riassunto di ciò che avevo imparato e poi magari anche ai compiti per i corsi di base. Infine, andavo a cenare e mi rilassavo un po’, di solito la mia giornata terminava intorno alle 22.

Secondo te, perché Venezia spesso viene chiamata anche “la città della musica”?

Credo che forse venga chiamata "la città della musica" perché è il luogo di nascita del famoso musicista italiano Antonio Vivaldi. Inoltre, molti famosi compositori e musicisti provenienti da tutto il mondo hanno vissuto Venezia come vera e propria fonte di ispirazione artistica. Infatti Venezia è una città molto ricca di cultura musicale, con uno straordinario patrimonio culturale e artistico.

Cosa consiglieresti di fare a Venezia per immergersi meglio nella sua cultura musicale?

Per gli appassionati e i cultori di musica che visitano Venezia per la prima volta, consiglierei vivamente di andare a un concerto al Teatro La Fenice, il principale teatro lirico di Venezia, dove io personalmente vado all'opera regolarmente. Oltre a questo, consiglierei anche di venire a visitare il nostro Conservatorio. Il Conservatorio di musica Benedetto Marcello si trova nel più grande palazzo patrizio di Venezia, il magnifico Palazzo Pisani. Durante l’Open Day del Conservatorio potete venire ad ammirare questo edificio affascinante da vicino.