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Johanna e la sua esperienza alla Summer School

Pubblicato il 28-07-2025

Johanna è una studentessa triestina di Architettura che ha deciso di partecipare alla Arts in Venice Summer School. Vivendo a poca distanza di treno da Venezia, ha deciso di fare la pendolare per due settimane, con un po' di organizzazione e forza di volontà. Ecco la sua esperienza.

Ciao Johanna, ti andrebbe di presentarti?
Sono Johanna Kerschbaumer, studentessa di Architettura all'Università degli Studi di Trieste. Sono nata e
cresciuta nei pressi di Trieste e appartengo alla minoranza slovena (da parte materna) e a quella tedesca (da
parte paterna).

Vivendo a Trieste, quindi non troppo distante da Venezia, hai deciso di frequentare la Summer School facendo la pendolare. Come ti sei trovata?
Sì, fare la pendolare non è stato molto facile, ma per me era conveniente. Personalmente fare la pendolare è stata una buona soluzione perché ero soprattutto interessata a esplorare la cultura e i centri artistici della città, ma so che per coloro che sono interessati ad avere un'esperienza più sociale con i compagni di corso sarebbe , probabilmente, più indicato vivere a Venezia o a Mestre. In ogni caso, non è una scelta che consiglierei alle persone che devono prendere più di un treno per raggiungere Venezia perché purtroppo possono esserci ritardi e/o imprevisti che rallentano il viaggio.

Cosa ti ha colpita del programma della Summer School?
Sicuramente l'ecletticità degli aspetti che abbiamo trattato. Si spaziava dal cinema alla musica, all'archeologia fino a questioni sociali intrinseche alla città. Vivendo vicina alla città (ma non così tanto, tutto sommato), mi interessava scoprirla sotto vari punti di vista, per poterla comprendere oltre la mera facciata da turista/frequentatore occasionale.

Raccontaci una lezione che ti é piaciuta particolarmente.
Mi ha molto colpita la lezione sulla storia dell'organo e sui vari organi a Venezia. Abbiamo passato tutta la giornata a visitare sei chiese diverse, dove abbiamo ascoltato gli organi e apprezzato l'apparato artistico della chiesa. Abbiamo anche parlato con vari studenti che studiano organo a Venezia e della loro esperienza nella città. Era una lezione per la quale non avevo aspettative iniziali, ma mi ha colpito per il punto di vista inedito, un mondo a me sconosciuto.

Oltre alle attività in programma con la Summer School, hai deciso di visitare in autonomia altri luoghi di Venezia. Ti va di dirci cosa hai visto?
Sì, è vero. Ho sfruttato le pause pranzo e i momenti di pausa per poter visitare i molti centri culturali e artistici della città. Mi sono piaciute molto le mostre della fondazione Pinault, soprattutto quella a palazzo Grassi di Tatiana Trouvé (oltre a quella di Thomas Schütte a Punta della Dogana). Poi, in quanto studentessa di architettura, ho visitato i vari interventi di Carlo Scarpa, dalla fondazione Querini Stampalia al portale dell'Università Iuav. Poi molto altro, come fondazioni meno conosciute come Bevilacqua La Masa e lo spazio Punch. Sono felice di essere riuscita ad esplorare la città anche per conto mio, seguendo i miei interessi, penso che sia stato un buon connubio rispetto all'offerta della summer school. Inoltre, gli organizzatori del programma mi hanno fornito molti consigli utili per poter godere della città.

Credi che le tue aspettative iniziali siano state rispettate?
Assolutamente. Sono felicissima della mia esperienza, mi sono arricchita molto anche se conoscevo già alcune cose
della città e non partivo da zero

Qualcosa che porterai sempre con te di queste due settimane?
Il lasciarmi andare a tutto ciò che Venezia poteva offrirmi e cogliere ogni attimo e possibilità per scoprire qualcosa di nuovo.