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Conservatorio di Musica Benedetto Marcello

Venice Music Factory

Pubblicato il 20/02/2020

In una recente intervista al magazine InTime, Giovanni Giol, presidente dello storico Conservatorio di Musica Benedetto Marcello, parla del momento vissuto dal Conservatorio, dei suoi studenti e della città di Venezia. Ecco un estratto dell'intervista.

Chi sono oggi gli studenti del Conservatorio di Venezia?
Italiani naturalmente, ma anche tanti stranieri. Studiare a Venezia, tra pareti del Settecento, dove la musica aleggia dal 1867, è il sogno di tanti aspiranti musicisti. Il programma Erasmus e molte altre relazioni internazionali ci legano ai conservatori di mezzo mondo, da Dallas a Pechino. Tra cantanti e musicisti, abbiamo ad esempio circa 150 studenti cinesi.

Come si integra il Conservatorio con le altre realtà culturali della città?
Esiste un protocollo d'intesa, chiamato Study in Venice, che ci lega a Iuav, Ca' Foscari e Accademia di Belle Arti di Venezia. Lavoriamo in sinergia anche con il Teatro La Fenice per la produzione di opere liriche.

Il Benedetto Marcello ha anche una ricca biblioteca, un archivio e un museo: cosa conservano?
Sono il cuore della nostra istituzione. La biblioteca conserva l'archivio storico e il museo espone sia strumenti antichi che alcune curiosità, come la bacchetta e il leggio che Wagner donò dopo aver diretto la Sinfonia Giovanile il 25 dicembre 1882 o il modello in cera originale del celeberrimo busto di Verdi di Vincenzo Gemito.

Torniamo alla storia di Palazzo Pisani, sede del Conservatorio: formarsi in un palazzo così carico di storia è differente che studiare in un edificio moderno?
Non c'è dubbio, senza con questo nulla togliere alle altre scuole di musica. Storia e bellezza, e qui ne abbiamo in abbondanza, sono una fonte di ispirazione senza eguali. Essere a Venezia rappresenta già di per sé un privilegio, ma studiare musica nelle sale del Conservatorio Benedetto Marcello credo sia qualcosa di unico che segna chiunque e per sempre. Del resto è Nietzsche a scrivere che "se dovessi cercare una parola che sostituisca musica, potrei pensare soltanto a Venezia".

Intervista di Cristina Beltrami, InTime 2019/6.