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Accademia di Belle Arti di Venezia

Intervista a Wang Qihe, diplomata in Pittura a Venezia

Pubblicato il 22/06/2021

Cosa studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia? Perché hai deciso di proseguire i tuoi studi nell’ambito artistico in Italia?

Studio Pittura al secondo livello dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. La ragione per cui ho deciso di venire in Italia per proseguire i miei studi è molto semplice, perché l'arte della pittura è molto riconosciuta in Italia sia per le sue profonde radici artistiche che per il suo sistema di insegnamento ben consolidato.

Studiare arte in Italia è un'esperienza completamente diversa da quella in Cina. Secondo me, l'attuale insegnamento dell'arte in Cina si focalizza probabilmente più sulla metodologia dell’arte, mentre l'arte in Italia mi sembra più emotiva e si nota un forte rispetto per l’individualità. In più, penso che l'atmosfera artistica in italia sia più aperta e variegata.

Credo che quando si crea arte in Italia dipenda più dalla percezione del pittore stesso e il modo in cui l'opera viene presentata è molto originale. Quando si guardano le opere in Italia, si possono intuire subito le emozioni e la sensibilità del pittore nel quadro.

Penso che studiando Pittura in Italia sono riuscita a esprimermi meglio nel mio lavoro e a trasmettere le mie emozioni in modo più accurato attraverso le opere. Questo è proprio qualcosa che forse ancora manca nella formazione artistica in Cina.

Perché hai scelto l’Accademia di Belle Arti di Venezia? Qual è stata la tua più grande preoccupazione quando facevi la domanda di ammissione?

Onestamente, il motivo più importante che mi ha spinto a iscrivermi all'Accademia di Belle Arti di Venezia è stato la Biennale di Venezia. Come studentessa che studia arte, l’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia è sempre stata la mostra dei miei sogni e occupa un posto speciale nel mio cuore. Quindi inizialmente pensavo che se fossi entrata all’Accademia di Venezia, avrei potuto visitare la Biennale a mio piacimento, così non ho esitato a fare domanda all'Accademia.

Inoltre, l'Accademia di Venezia è un’accademia molto prestigiosa a livello internazionale e sono sempre stata appassionata di Tiziano, le cui opere sono esposte nella Galleria dell'Accademia della nostra scuola. Naturalmente ci sono anche altre accademie d’arte italiane molto note all’estero, penso ad esempio a quella di Firenze, ma Venezia ha sempre avuto un fascino particolare per me.

Per quanto riguarda la fase di ammissione, tutti gli studenti devono affrontare le stesse pressioni quando fanno domanda alle accademie di Belle Arti in Italia. Queste pressioni si dividono in due parti: la lingua e la specializzazione. Nel mio caso, forse ero più agitata per la lingua. Dopo tutto era la prima volta che studiavo l'italiano e la grammatica era così diversa dalla mia lingua madre che all'inizio la trovavo davvero difficile.

Secondo te, quali sono le qualità che uno studente dell’Accademia deve possedere?

Come accennavo prima, penso che la cosa più importante per i candidati sia di gettare una solida base linguistica che è un passo fondamentale per chiunque. Poi, la tua competenza dovrebbe soddisfare i requisiti dell’accademia. È molto importante che il tuo lavoro sia riconosciuto dai giudici. Quando prepari il portfolio, penso che non dovresti preoccuparti troppo, mettici solo le opere che ti piacciono di più e quelle più rappresentative del tuo stile e ricorda di non inserire opere banali. Molti dei professori della nostra scuola sono artisti noti e apprezzeranno particolarmente la creatività e la plasticità.

Invece, nella formazione degli studenti, su quali aspetti i professori hanno posto più enfasi?

Inizierei a rispondere presentandovi il mio relatore all'Accademia di Belle Arti di Venezia, il professor Luca Reffo, che è un artista che ammiro davvero molto. Quando ero a scuola, il professore non ha mai imposto troppe restrizioni sulla mia pittura, nel suo corso gli studenti erano liberi di esprimersi. Mi ha concesso un’ampia libertà per creare senza timore, ma allo stesso tempo lui è sempre stato in grado di ispirarmi e darmi consigli in momenti cruciali e di guidare i suoi studenti a pensare indipendentemente e perfezionare le idee creative passo dopo passo.

Da dove nasce la tua ispirazione? Che cosa vorresti esprimere attraverso le tue opere? Hai mai collaborato con delle gallerie a Venezia?

La mia ispirazione di solito viene dalla mia osservazione della vita, soprattutto da quei dettagli della vita che sono spesso trascurati. Per me, questi piccoli pezzi della vita che sono spesso scordati dalla gente hanno invece maggiori potenzialità di risuonare e di suscitare grande empatia nello spettatore. È una cosa che trovo veramente interessante.

Spero di ingrandire questi dettagli apparentemente insignificanti attraverso il mio lavoro e prolungarli un po’ nel nostro cuore. Perché secondo me, la cosa più attraente della pittura sono le emozioni contenute nell'opera. Se ignoriamo certi pezzi della vita, ignoriamo anche i nostri sentimenti. Così spero che attraverso il mio lavoro si possano "far rivivere" quelle emozioni che una volta ignoravamo, costringendo la gente ad affrontare di nuovo quei momenti inconsci della nostra vita.

Quando sono venuta per la prima volta a Venezia, ho venduto due quadri a una piccola galleria in centro storico. Dopodiché ho partecipato all’evento "Art Night Venezia". Mi sento molto onorata di aver vissuto queste esperienze preziose a Venezia dove mi sono divertita tantissimo!

Da quanto tempo vivi a Venezia? Sei mai stata alla Biennale di Venezia?

Questo è il mio terzo anno a Venezia. Ho visitato le ultime due Biennali e sono rimasta particolarmente colpita dall’edizione del 2019. Quella Biennale era ancora più stupefacente di quanto avessi immaginato prima di andare. Ho addirittura acquistato un biglietto annuale per andarci a fare un giro ogni volta che potevo e ogni volta che ci andavo ho trovato grande ispirazione.

Tra tutti i padiglioni mi ha colpito di più il padiglione del Belgio. Forse per il mio duplice approccio: infatti, ammiravo ogni opera prima dal punto di vista di uno spettatore e poi esaminavo di nuovo le opere dalla prospettiva di un artista, così non mi stancavo mai di guardarle. Penso che l'impatto più grande che la Biennale abbia avuto su di me sia stato che ha liberato la mia mente e mi ha fatto capire qual è il nucleo dell'arte. Non è giusto creare arte in modo troppo rigido o troppo letterario, in realtà, l'arte dovrebbe essere espressione dell’interesse personale e della propria sensibilità .

Inoltre, mi è piaciuto molto anche il tema della Biennale 2019, "May You Live In Interesting Times". Dato che la Biennale si tiene ogni anno a maggio, “May” nel titolo inglese possiede un doppio significato. È proprio geniale e ricordo che ero così impressionata da questo design. Il livello altissimo della Biennale Arte 2019 è stato indimenticabile.

Cosa significa per te poter studiare arte nella città di Venezia? In che modo Venezia ha influenzato le tue opere?

Per me, studiare arte a Venezia significa un nuovo inizio, un processo di superamento delle restrizioni e posso confermare che in un certo senso questa esperienza mi ha portato a una "rinascita". Quando sono arrivata a Venezia stavo attraversando un periodo un po’ buio della mia vita e poi improvvisamente un giorno ho visto il tramonto a Venezia. Era incantevole e piuttosto pittoresco. La luce del crepuscolo brillava sulla laguna, il mare luccicante rifletteva i colori del cielo, e io, seduta lì da sola, ho vagato per ore e proprio in quel momento mi sono accorta finalmente che avevo fatto la scelta giusta e mi sento molto fortunata di essere venuta qui, a Venezia.

Studiare a Venezia mi ha fatto capire cos'è la vera arte, che l'arte non è semplicemente copiare i grandi maestri, né semplicemente conoscere le varie tecniche di pittura, ma che la vera arte è generata dai sentimenti e dalle emozioni della gente. È viva e fluida. Credo che la mia percezione dell'arte si sia sviluppata proprio grazie a Venezia. Sono stata ispirata sia dal suo paesaggio naturale che dal suo ambiente artistico.

Venezia ha avuto un grande impatto sulle mie opere. Ho cominciato a prestare più attenzione all'uso del colore e ora posso capire meglio lo stile della scuola veneziana, ad esempio perché a Tiziano piaceva utilizzare i colori in questo modo, ecc. Questa presa di coscienza spesso mi dà la sensazione di viaggiare nel tempo. In ogni caso, una volta che hai visto Venezia la tua percezione del colore diventa sicuramente più acuta di prima. Ecco perché sono molto grata a questa città.

Come hanno inciso la pandemia e le restrizioni dovute al coronavirus nella tua vita di studentessa?

Con l’avvento della pandemia abbiamo avuto molti inconvenienti. Anche se è vero che possiamo dipingere a casa, la situazione è totalmente diversa da quella nello studio dell’Accademia. Quando eravamo a scuola, potevamo interagire direttamente con gli insegnanti, parlare con i compagni di classe e persino ammirare i dipinti intorno a noi, assorbendo ogni sorta di cose per ottenere più ispirazione. Nell'apprendimento dell'arte, a mio avviso, serve la comunicazione con gli altri, un sano rapporto interpersonale e la costante stimolazione visiva perché noi affidiamo molto ai nostri occhi. Se si studia a distanza da soli, ovviamente queste cose non sono possibili.

Un altro luogo a Venezia che ti piace visitare?

Oltre alla Biennale, ogni anno quasi tutti i musei di Venezia (sia pubblici che privati) organizzano vari tipi di mostre temporanee. Non so se ha mai sentito parlare di Punta della Dogana, che ospita ogni anno una serie di mostre legate all'arte contemporanea. Penso che le mostre lì siano molto interessanti e valga la pena visitarle.